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| Elemento coesivo di una Nazione che ritrova, pur nella capillarità dei suoi terminali, le linee di espressione e di pensiero concepite nel suo intero territorio. E così le stazioni, spesso momento di frettoloso ed anonimo transito, divengono una sorta di salotto buono in cui la cittadinanza si ritrova. Il pretesto è la curiosità ed il desiderio di vedere, di sapere; la realtà è il piacere di esserci, di vivere un momento intenso, ricco di amore e di senso civico di appartenenza ad una Repubblica magica e meravigliosa insieme. Una Repubblica, la nostra, che compie quest’anno 60 anni. Una celebrazione anche, ma soprattutto un’occasione per riscoprire il nostro humus culturale, la nostra multiforme natura primigenia, figlia e madre di un grande amore per la vita. Il Treno dell’Arte diviene, durante le sue soste quotidiane dalle 8.00 alle 20.00, Museo per un giorno, offrendo la possibilità a tutti di essere visitato gratuitamente in un luogo noto ai cittadini, cioè la loro stazione. Le 28 soste in 17 Regioni coincidono con la quasi totalità del territorio italiano escludendo purtroppo la Valle d’Aosta, la Sardegna e la Basilicata per motivi tecnici. Il Museo comprende le opere degli artisti figurativi italiani contemporanei più rappresentativi. E’ stato necessario effettuare una scelta obbligata tra arte figurativa ed arte non figurativa, in quanto la superficie espositiva complessiva consentiva esclusivamente l’ambientazione di circa 120 opere. Per offrire un panorama sufficientemente completo abbiamo dovuto, quindi, dolorosamente, operare una scelta. Abbiamo scelto l’arte figurativa in quanto quella non figurativa, con tutte le relative e correlate espressioni di body art, land art, minimal art, arte povera, avrebbe necessitato di una struttura espositiva immobile. Questo è stato il primo dei motivi che ci ha spinto ad indirizzarci verso la sola esposizione di opere di esponenti dell’arte figurativa contemporanea, motivo che ci ha costretto ad eliminare obbligatoriamente anche la scultura. La seconda motivazione è che, pur ritenendo arte e riconoscendo la medesima valenza in opere non figurative, riteniamo che l’arte figurativa sia nel DNA dell’umanità e pertanto più facilmente recepibile. Una persona che si pone di fronte all’opera di un artista, riteniamo debba provare un’emozione e questa emozione è più possibile che le pervenga tramite i sensi che tramite la mente. Uno spiritual in Inglese ci affascina anche se non capiamo le parole. Un lettore dell’opera d’arte, se non preparato e documentato, difficilmente potrà e vorrà soffermarsi e soprattutto sentire qualsiasi emozione verso una espressione non figurativa. Il lessico pittorico deve poter essere recepito con gradualità. Riteniamo che l’opera d’arte sia un micro-chip che trasmetta;. è un’emittente subliminale che necessita, però, di essere percepita, avvertita, ascoltata.
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